Comunicato stampa

Clima delle esportazioni tra le PMI: scarsa fiducia in un contesto volatile

Christine Cavigelli-Gantenbein, Corporate Communications Manager

27 gen 2026

Cargo ship at bustling port with colorful containers and cranes under blue sky.

Le PMI svizzere guardano al prossimo semestre con cauto ottimismo. Sebbene il clima delle esportazioni sia tornato nettamente al di sopra della soglia di crescita, il contesto internazionale rimane caratterizzato da una forte incertezza. La riduzione dei dazi doganali statunitensi rappresenta un sollievo, mentre gli accordi di libero scambio stanno acquisendo importanza per molte aziende e aprono nuove prospettive.
 

Con 63,5 punti, il clima di fiducia delle PMI svizzere in materia di esportazioni registra una leggera ripresa, attestandosi nuovamente ben al di sopra della soglia di crescita rispetto a sei mesi fa. Il 57,2% delle aziende prevede un aumento delle esportazioni nel primo semestre del 2026, il 26,9% si aspetta una stagnazione e solo il 15,9% ipotizza un calo. Per l’intero anno 2026 la stima risulta persino leggermente più positiva. Nell’ambito di un sondaggio semestrale condotto tra le PMI svizzere attive a livello internazionale, Switzerland Global Enterprise rileva il clima delle esportazioni.

Nonostante la ritrovata fiducia, poco fa presagire un’inversione di tendenza duratura. Quattro aziende su cinque prevedono soltanto lievi variazioni del loro volume di esportazioni, nell’ordine del +/-10%. Il clima delle esportazioni prosegue quindi sulla rotta a zig-zag osservabile dal 2022, riflettendo la persistente volatilità dell’economia globale e l’imprevedibilità delle condizioni quadro a livello mondiale.

I dazi USA restano determinanti

La politica doganale statunitense svolge un ruolo centrale in questo contesto. La riduzione dei dazi d’importazione USA per la Svizzera, passati dal 39% al 15% a pochi giorni dall’inizio del sondaggio, hha avuto un effetto sensibilmente positivo e ha contribuito in modo significativo al miglioramento della valutazione. Al contempo, lo sguardo allo scorso semestre mostra che le esportazioni hanno registrato un andamento sorprendentemente stabile, malgrado il notevole aumento dei dazi doganali.

Ciononostante, i dazi USA rimangono un tema centrale per l’economia di esportazione svizzera. Nove aziende esportatrici su dieci sono interessate da questo fenomeno e tre su cinque si vedono costrette ad apportare correttivi, ad esempio tramite l’adeguamento dei margini e dei prezzi o attraverso un’analisi più approfondita di mercati di sbocco alternativi. Per un numero sempre maggiore di aziende sta inoltre diventando sempre più importante valutare se sia opportuno rafforzare la propria presenza locale sul mercato statunitense.

Accordi di libero scambio e mercati consolidati in primo piano

In questo contesto, gli accordi di libero scambio assumono un’importanza crescente. Già oggi circa due terzi delle aziende beneficiano di almeno un accordo. Molte PMI si aspettano inoltre ulteriori impulsi dagli accordi di libero scambio recentemente entrati in vigore e in programma, in particolare per quanto riguarda l’India: un’azienda su due prevede di trarre vantaggio del relativo accordo di libero scambio. Allo stesso tempo, è evidente che continua a sussistere un bisogno di informazione e sostegno affinché le PMI svizzere possano sfruttare ancora meglio il potenziale di questi accordi.

I mercati di esportazione mostrano un’elevata stabilità. La Germania rimane di gran lunga il mercato di sbocco più apprezzato, seguita da Italia e Francia. Anche gli Stati Uniti restano un mercato di esportazione centrale per oltre la metà delle PMI svizzere. Nel complesso, in un contesto incerto, le aziende continuano a puntare con determinazione su destinazioni collaudate.

Video-testimonianza
Consultate qui le brevi dichiarazioni a riguardo di Alberto Silini, Senior Director Regional Consultants EMEA e di Bastien Bovy, Consultant Middle East + Africa


Metodologia

Le prospettive di export delle PMI si basano sui sondaggi semestrali rivolti a un gruppo fisso di oltre 200 PMI svizzere che rappresentano i rami farmaceutica/chimica, metalmeccanica, cleantech, medtech, fintech, beni di consumo, metalli, carta, elettrotecnica, strumenti di precisione e servizi, ICT e food. Le PMI indicano se prevedono una cresci-ta, una stagnazione o un calo delle loro esportazioni nel semestre corrente e nel successivo. Poiché si tratta di previ-sioni espresse dalle PMI, le attività di export prospettate sono valutate con il 60% mentre le esportazioni nel semestre corrente con il 40%. L’indice delle esportazioni delle PMI può raggiungere valori compresi tra 0 e 100: valori tra 0 e 50 indicano un calo dell’export, mentre i valori tra 50 e 100 prospettano una crescita. Inoltre, gli intervistati comunicano ulteriori informazioni, per esempio, sui motivi della variazione dei loro volumi d’esportazione, sui mercati di export ecc. Queste indicazioni forniscono un’immagine eloquente delle attività di commercio estero delle PMI svizzere.

Christine Cavigelli-Gantenbein

Corporate Communications Manager

Zürich, Svizzera

ccavigelli@s-ge.com

+41 44 365 53 14

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