Comunicato stampa

Le PMI svizzere sono cautamente ottimiste sulle esportazioni nel 2025 a causa delle incertezze globali

Christine Cavigelli-Gantenbein, Corporate Communications Manager

27 gen 2026

Cargo containers on a ship in a busy port with cranes.

Le PMI svizzere sono cautamente ottimiste sulle loro prospettive di esportazione. Ciò si riflette nell’indice delle aspettative di export delle PMI, che rimane al di sopra della soglia di crescita. Le principali aree di preoccupazione per le aziende sono i rischi valutari, le relazioni ancora incerte con l’UE e le conseguenze ancora sconosciute del cambio di presidenza negli Stati Uniti. In questo contesto, l’Unione europea, il principale partner commerciale della Svizzera, diventa ancora più importante. La conquista di nuovi mercati passa in secondo piano.

Le PMI svizzere guardano al futuro con moderata fiducia. Sebbene i risultati del sondaggio semestrale di Switzerland Global Enterprise sulle prospettive di esportazione delle PMI siano leggermente peggiorati negli ultimi sei mesi, con un calo da 62,8 a 57,1 punti, l’indice si situa ancora al di sopra della soglia di crescita di 50 punti. Dopo il periodo di grande fiducia seguito alla forte contrazione causata dalla pandemia, negli ultimi due anni e mezzo le prospettive delle PMI si sono stabilizzate intorno ai 60 punti.

Previsto un aumento delle esportazioni nel corso dell’anno

Per i prossimi sei mesi, quasi un’azienda su due (48%) prevede una crescita delle vendite all’estero, una su tre (33%) una stagnazione e il 19% un calo. Per l’intero anno 2025, le PMI ritengono che le possibilità di crescita siano ancora leggermente superiori: il 59% prevede una crescita e solo l’11% un calo. Un’azienda su sei si attende un aumento superiore al 10%. 

Rischi valutari: di gran lunga la preoccupazione maggiore 

Nell’elenco dei fattori che potrebbero ostacolare la crescita nei prossimi sei mesi, i rischi valutari occupano il primo posto – un tema che attualmente preoccupa il 56% delle aziende. Il secondo tema più importante è quello delle relazioni con l’UE, che sta suscitando un rinnovato interesse dopo la conclusione dei negoziati bilaterali, ma che attualmente preoccupa il 40% delle aziende. Altre importanti fonti di preoccupazione: le barriere commerciali e il protezionismo (per il 36% delle PMI intervistate), le tensioni tra Stati Uniti e Cina (34%) e la guerra in Ucraina (33%). Ciò dimostra che l’incertezza legata al cambio di presidente negli Stati Uniti non risparmia la Svizzera. D’altra parte, si apprende con favore che più della metà delle aziende si ritiene in grado di reagire a possibili cambiamenti politici ed economici. Inoltre, le preoccupazioni legate ai prezzi dell’energia e delle materie prime, alla carenza di personale qualificato e all’inflazione continuano a diminuire. 

Europa sempre più importante per la Svizzera

Il principale mercato di destinazione per gli esportatori rimane la Germania, dove l’81% delle PMI auspica di consegnare merci nei prossimi sei mesi. Seguono gli altri Paesi limitrofi, Francia, Italia e Austria, nonché gli Stati Uniti: tra il 52% e il 60% delle aziende dichiara di puntare a questi mercati. Emergono poi una serie di mercati target europei in netta crescita. Nel complesso, quindi, l’Europa sta diventando ancora più importante per gli esportatori svizzeri. Gli Stati Uniti e la Cina sono gli unici mercati extraeuropei presenti nella top 12. I mercati al di fuori dell’Europa più promettenti sono l’India, il Giappone e i Paesi ASEAN.

L’India ha il vento in poppa

Viste le incertezze globali, il 41% delle aziende dichiara di non avere intenzione di conquistare nuovi mercati nei prossimi sei mesi. Tuttavia, tra le aziende che stanno considerando l’espansione, l’India ha guadagnato nuovi consensi negli ultimi sei mesi: il subcontinente è diventato il più importante nuovo mercato della Svizzera. L’accordo di libero scambio recentemente concluso ha certamente contribuito a questa impennata. Dopo l’India, i nuovi mercati più ambiti sono gli Stati Uniti e gli Stati del Golfo. 

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