Comunicato stampa

L’incertezza globale frena l’export delle PMI svizzere

27 gen 2026

Cargo ship with stacked containers at a busy port under a cloudy sky.

L’indice delle esportazioni delle PMI svizzere è appena sopra la soglia di crescita. Le ragioni sono da ricercare nell’attuale clima di grande incertezza, alimentato soprattutto dalla politica doganale degli Stati Uniti e dal franco forte, ma anche da numerosi altri fattori di tensione economica e politica. In questa situazione, le aziende puntano su destinazioni di esportazione collaudate e rinunciano in gran parte alla conquista di nuovi mercati. 

Il clima delle esportazioni, rilevato dal sondaggio semestrale di Switzerland Global Enterprise tra le PMI svizzere attive a livello internazionale, è sceso per la seconda volta consecutiva nell’ultimo semestre. Dall’ultimo picco all’inizio del 2022, l’indice ha perso complessivamente 24,2 punti e, con 52,3 punti, si attesta solo di poco al di sopra della soglia di crescita di 50 punti. Alle sfide già note, tra cui i rischi valutari, il rapporto ancora incerto tra la Svizzera e l’UE, le tensioni tra Stati Uniti e Cina e il crescente protezionismo, si aggiunge ora anche l’attuale politica doganale degli Stati Uniti. Quest’ultima è diventata improvvisamente la principale fonte di preoccupazione e pesa sul 61% delle PMI svizzere intervistate.

Reazioni diverse ai nuovi dazi 

Anche in questi tempi difficili, le PMI svizzere dimostrano la loro agilità e adattano le loro strategie. La reazione più frequente ai dazi statunitensi è l’aumento dei prezzi (26% delle PMI). Il 23% intende vendere maggiormente i propri prodotti su mercati alternativi, il 21% riduce i margini, il 17% adatta le proprie catene di fornitura. Inoltre, finora il 7% delle PMI ha avviato una maggiore presenza negli Stati Uniti, per evitare il più possibile i dazi doganali, mentre un altro 11% può immaginare una misura di questo tipo.

Speranze per il secondo semestre grazie a mercati consolidati

Mentre il semestre appena trascorso ha registrato risultati nettamente inferiori alle aspettative, per i prossimi sei mesi si prevede un andamento leggermente positivo: il 37% delle PMI intervistate prevede una crescita delle esportazioni, il 39% un ristagno e il 24% un calo. Le PMI puntano sui mercati consolidati: in testa alla classifica si trova come sempre la Germania, seguita da Francia, Stati Uniti, Italia e Austria. L’India è in voga, non da ultimo grazie all’accordo di libero scambio negoziato, e registra la crescita maggiore tra tutti i Paesi. 

La Cina acquista importanza

Un quadro molto simile e altrettanto stabile emerge quando si chiedono alle PMI quali sono le loro tre principali destinazioni di esportazione (in termini di volume commerciale). L’unico cambiamento degno di nota, ma evidente, riguarda la Cina, che registra un netto aumento e diventa il terzo mercato più importante per le PMI svizzere dopo la Germania e gli Stati Uniti. È plausibile che il Paese stia beneficiando anche dell’attuale politica commerciale statunitense.

I Paesi del Golfo nel mirino delle PMI

Tra i nuovi mercati, i Paesi del Golfo hanno riconquistato il primo posto, che avevano temporaneamente ceduto all’India. Il 10% delle aziende intervistate intende espandersi nella regione del Golfo. Al secondo e terzo posto seguono l’India (7%) e gli Stati Uniti (6%), entrambi in calo. L’India dovrebbe registrare una nuova crescita significativa una volta ratificato l’accordo di libero scambio. Nel caso degli Stati Uniti, l’ulteriore sviluppo dipenderà fortemente dalla politica doganale. Fa riflettere il fatto che quasi la metà (48%) di tutte le aziende intervistate non abbia attualmente in vista nuovi mercati di destinazione.

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