
Il Kenya è un mercato dinamico nell’Africa orientale, che offre alle aziende esportatrici della Svizzera e del Liechtenstein opportunità nel suo solido settore dei servizi e nel panorama delle rinnovabili. La sua posizione strategica e il suo crescente ecosistema di venture capital rendono il Paese una meta interessante per soluzioni di business innovative.
L’agricoltura rimane un settore chiave, che vale circa il 22–23 % del PIL, mentre la leadership globale del Paese nelle rinnovabili, con circa l’85–90 % dell’elettricità generata da geotermico, idroelettrico, eolico e solare, crea una crescente domanda di tecnologie sostenibili. La digitalizzazione accelera costantemente, supportata da un ecosistema di moneta mobile avanzato e servizi ICT in espansione.
Allo stesso tempo, il Kenya deve far fronte a un debito pubblico elevato, a pressioni fiscali e alla sua dipendenza da finanziamenti esterni, che richiedono alle aziende esportatrici un’attenta pianificazione. Le aziende svizzere che offrono tecnologie di precisione, tecnologie pulite, servizi digitali e soluzioni industriali di alta qualità possono trovare interessanti opportunità in questo mercato in evoluzione.
Accordo di libero scambio
Esiste un accordo di libero scambio tra la Svizzera e questo Paese. Fonte: Segreteria di Stato dell'economia SECO
Totale flussi commerciali
Totale degli scambi di merci con la Svizzera (importazioni ed esportazioni). Fonte: UN Comtrade. Dati aggiornati al 2023.
Crescita del PIL su 3 anni
Crescita complessiva del PIL reale negli ultimi tre anni. Fonte: Banca Mondiale. Dati aggiornati al 2023.
Stéphanie Labité
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Il Kenya ha registrato una crescita del PIL reale di circa il 4,7 % nel 2024, in calo rispetto al 5,6–5,7 % dell’anno precedente, rispecchiando condizioni finanziarie globali più restrittive e aggiustamenti fiscali interni. L’inflazione è scesa attorno al 4,5 %, migliorando il potere di acquisto, mentre l’occupazione è aumentata, per lo più nel settore informale. Con l’abbassamento del tasso della Banca Centrale Europea all’11,25 %, le condizioni di prestito stanno leggermente migliorando, anche se il debito pubblico rimane elevato. Le aziende esportatrici dovrebbero monitorare attentamente le tendenze valutarie, le condizioni di finanziamento e le riforme fiscali.
Gli scambi complessivi tra Svizzera e Kenya sono diminuiti, con le esportazioni svizzere in calo del 3,8 %, principalmente a causa della diminuzione delle forniture di prodotti chimici e farmaceutici (tradizionalmente oltre il 70 % delle esportazioni svizzere verso il Kenya). Le importazioni svizzere dal Kenya, tuttavia, sono aumentate del 4,9 %, trainate da maggiori importazioni di caffè, tè e spezie, nonostante un leggero calo nel settore dei fiori recisi. Ciò è indicativo di modelli in evoluzione e potenziali opportunità di crescita nei prodotti agricoli kenioti di alto valore.
Le aziende svizzere possono attingere ai servizi in rapida espansione e ai settori digitali del Kenya, in particolare ICT, sicurezza informatica, tecnologie e servizi finanziari. Un grande potenziale risiede anche nelle tecnologie delle energie rinnovabili, che includono quelle geotermiche, solari ed eoliche, data l’ambizione del Kenya di ampliare la propria capacità di energia pulita. Sussiste inoltre una crescente domanda di macchinari industriali, tecnologie di trasformazione dei prodotti agricoli, soluzioni per la gestione delle acque e attrezzature mediche.
I settori promettenti per le aziende esportatrici svizzere includono i servizi, soprattutto finanza, assicurazioni, ICT e infrastrutture digitali, che rappresentano oltre il 55 % del PIL keniota. Il settore ICT continua a crescere in maniera sostanziale grazie all’adozione del digitale in vari settori. L’energia è un altro settore chiave: la capacità geotermica e il forte mix di energie rinnovabili del Kenya, riconosciuti a livello globale, creano opportunità per le aziende svizzere di ingegneria e tecnologie pulite. Le tecnologie sanitarie, urbane e di trasformazione dei prodotti agricoli offrono ulteriore potenziale.
Le aziende esportatrici svizzere devono prepararsi alla complessità normativa, a occasionali ritardi nelle transazioni transfrontaliere e alle sfide legate alla presenza del Kenya nella «grey list» del GAFI, che aumenta il controllo sulle sue operazioni finanziarie. L’elevato debito pubblico e la volatilità valutaria possono incidere sull’affidabilità dei pagamenti e sulla pianificazione a lungo termine. Possono trovare applicazione anche vincoli della catena di approvvigionamento e requisiti di contenuto locali. Una due diligence forte, la mitigazione del rischio diversificata e partenariati locali risultano essere elementi fondamentali.