1 gen 2024

Hewlett Packard Enterprise (HPE) vanta una lunga storia in Svizzera. La sua sede di Ginevra è stata costruita nel 1968 come uno dei primissimi uffici di HPE in Europa. In Svizzera, il leader tecnologico globale trova l’ambiente giusto per aiutare le aziende a potenziare le proprie capacità di innovazione, offrendo al contempo un luogo sicuro dove poter proteggere i loro dati.
HPE è nata come start-up nella Silicon Valley. Oggi, l’azienda è un leader tecnologico globale in grado di offrire ai propri clienti soluzioni complete, che spaziano dall’edge al cloud. L’ufficio di HPE a Ginevra è stato costruito nel 1968, diventando una delle prime sedi aziendali all’estero.
Intervista con Fabienne Chevalier, Direttrice Global Demo e del Customer Innovation Center, e Anthony Palmieri, Chief Business Innovation Officer di HPE Switzerland.
Dopo gli Stati Uniti e Singapore, la Svizzera è il terzo centro IoT di HPE al mondo. Perché avete scelto la Svizzera come sede?
Fabienne Chevalier: L’ufficio Hewlett Packard Enterprise di Ginevra ospita sia il team HPE Swiss, focalizzato su clienti e partner svizzeri, sia il team internazionale HPE, che svolge attività globali o regionali. Una parte del team globale con sede a Ginevra costituisce il Customer Innovation Centre, dove ospitiamo clienti provenienti da tutti i Paesi europei per briefing di uno o due giorni, incontri faccia a faccia o colloqui virtuali di due o tre ore. Durante le sessioni presentiamo i prodotti e le soluzioni HPE. In quanto a tradizione, HPE vanta una lunga storia in Svizzera. Ad esempio, l’edificio in cui mi trovo attualmente è stato costruito nel 1968, diventando una delle prime sedi di HPE oltreoceano qui in Europa. In termini di ubicazione, l’ufficio di Ginevra è molto comodo perché siamo a soli 15 minuti dall’aeroporto, e questo permette ai nostri clienti internazionali di raggiungerci in maniera agevole.
Come definirebbe il panorama svizzero dell’innovazione e come crede potrebbe essere migliorato al fine di favorire maggiore innovazione?
Anthony Palmieri: La Svizzera è sicuramente uno dei Paesi più innovativi al mondo, come dimostrano diverse classifiche, tra cui il Global Innovation Index dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, che ancora una volta ha classificato la nazione elvetica al primo posto nel suo ultimo rapporto. Un’economia fiorente, la stabilità politica e una forza lavoro internazionale di talento sono gli ingredienti fondamentali che contribuiscono a spiegare il successo della Svizzera nel campo dell’innovazione. L’innovazione della Svizzera è rappresentata da importanti aziende di grandi settori come quello bancario, sanitario, farmaceutico o manifatturiero. Inoltre, istituzioni accademiche di livello mondiale come l’EPFL di Losanna o il Politecnico federale di Zurigo forniscono straordinari talenti e collaborano con il settore privato per promuovere l’innovazione. Anche questo è un aspetto importante del successo della Svizzera. Una delle sfide rimane quella di co-innovare mantenendo le informazioni al sicuro in un mondo di sovranità dei dati. È importante disporre di un quadro di riferimento e di linee guida chiare, che permettano di innovare mantenendo i dati al sicuro. Ed è quello che stiamo facendo anche in Svizzera con i nostri clienti: aiutarli in questa sfida della sovranità dei dati a proteggere le informazioni che li riguardano e a potenziare le loro capacità di innovazione in un ambiente sicuro.
HPE è nata come start-up nella Silicon Valley. Ora, come leader tecnologico globale, come lavorate con le start-up in fase iniziale?
Anthony Palmieri: Anthony Palmieri: Nel 1939, due amici di nome Bill Hewlett e Dave Packard crearono una compagnia chiamata Hewlett Packard. Non sapevano di aver appena inventato Silicon Valley, dando vita alla sua prima grande azienda tecnologica. A distanza di oltre 80 anni, non abbiamo dimenticato di essere stati una delle prime start-up al mondo e amiamo collaborare con le imprese emergenti al fine di creare soluzioni innovative per i nostri clienti.
Da locale, con il nostro programma di start-up svizzero, a globale, con HPE Pathfinder, lavoriamo quotidianamente a contatto con start-up e scale-up su questioni che vanno dalla collaborazione aziendale agli investimenti mirati. A livello locale cooperiamo con istituzioni accademiche svizzere per trovare le migliori start-up in ambito IA e IoT e collaboriamo con loro e anche con incubatori del settore privato come F10, ad esempio, del Gruppo SIX nel settore bancario. Dalla produzione zero-difetti alla reinvenzione della customer experience «phygital» nei negozi, fino all’abilitazione della blockchain aziendale, collaboriamo con le start-up in modo fattivo e concreto.
Nel vostro showroom accogliete aziende manifatturiere provenienti dalla Svizzera e da altri Paesi europei. Quali sono le sfide più comuni che i vostri clienti devono affrontare?
Fabienne Chevalier: Il dialogo con i clienti è legato alla maturità del progetto. Nelle fasi iniziali, i colloqui sono incentrati soprattutto sulla «consapevolezza». L’intento è infatti quello di ispirare il cliente. In altri casi, in particolare se il progetto è già più maturo, la conversazione può avere come argomento principale soluzioni dedicate. Tutte queste conversazioni possono racchiudere sfide comuni. Le sfide a livello di edge sono dovute alla crescente complessità del tipo di dati e della fonte di dati generati.
Per quanto riguarda il cloud, un gran numero di app viene ancora eseguito al di fuori del cloud, sia per mantenere la vicinanza ai dati, sia per motivi di latenza, dipendenza o conformità normativa. Pertanto, le aziende hanno due modelli divergenti in funzione: uno nel cloud e l’altro on-premise, e mantenerli entrambi costa molto di più. Pur generando e raccogliendo enormi quantità di dati, le aziende non riescono a riunirli per creare informazioni e azioni tempestive. Tutto si sta spostando verso l’«as-a-service»: i clienti vogliono usufruire dell’IT «come servizio». Un altro aspetto comune a tutte le conversazioni è quello della sicurezza. Si tratta di un argomento molto importante, che riguarda il modo in cui connettersi dall’edge al cloud in maniera sicura.
Quali tendenze emergenti vede nella produzione avanzata e nell’IoT?
Fabienne Chevalier: La strategia edge-to-cloud di HPE sta riscuotendo successo tra i clienti del settore manifatturiero. L’edge porta le capacità di calcolo nel luogo in cui i dati vengono generati. L’intelligenza artificiale è un altro aspetto chiave della conversazione sull’aumento dell’automazione e delle capacità di previsione. Numerosi colloqui che conduciamo hanno come argomento principale operazioni autonome più intelligenti che garantiscano la continuità aziendale. Il monitoraggio delle condizioni e le capacità di manutenzione prescrittiva sono esempi concreti. Lo showroom che abbiamo qui a Ginevra ci permette non solo di parlare delle innovazioni, ma anche di dimostrarle dal vivo.
Anthony Palmieri: Stiamo fornendo un aiuto effettivo alle aziende in fase di trasformazione manifatturiera 4.0. Uno degli esempi concreti di cui disponiamo è la garanzia della qualità. Per tradizione, la maggior parte delle aziende utilizza ancora un vecchio modo di analisi della qualità, basato principalmente sul contatto umano e visivo. E questo approccio può comportare alcuni problemi in termini di qualità. Quello che facciamo è introdurre la tecnologia nella produzione. Ecco come: in sostanza, utilizziamo funzionalità IoT come una telecamera IoT, con la quale scattiamo e acquisiamo le immagini dei dati che vengono trasmesse a un server edge. Da qui, grazie a un algoritmo di machine learning, siamo in grado di rilevare immediatamente se il prodotto è di qualità o se invece presenta dei difetti. Dopodiché possiamo eliminare il problema riscontrato, portando così il prodotto a un livello di qualità superiore. Con questo procedimento, riusciamo a incrementare in maniera notevole la qualità dei vari prodotti. In questo modo renderete i vostri clienti più soddisfatti e, naturalmente, potete ridurre sensibilmente i costi.
[Questa è la trascrizione della video intervista riportata di seguito]
Chi è Fabienne Chevalier
Fabienne Chevalier è Direttrice del Customer Innovation Center di Ginevra e Global Demo presso HPE in Svizzera. La sua organizzazione progetta, gestisce e facilita i briefing dei dirigenti per clienti e partner, volti all’esplorazione di soluzioni e alla conduzione di sessioni di approfondimento su prodotti e tecnologie. Il suo team implementa anche casi d’uso innovativi dal vivo, sfruttando il portafoglio HPE e le soluzioni dei partner. Questi casi d’uso vengono utilizzati durante i briefing e resi disponibili sul portale demo HPE.
Informazioni su Anthony Palmieri
Anthony Palmieri è Chief Business Innovation Officer per HPE in Svizzera e rappresenta HPE Innovation tra le istituzioni svizzere. Il suo obiettivo è creare valore aziendale in settori specifici come salute, finanza, produzione, vendita al dettaglio o smart city per i clienti HPE. In qualità di leader dello Startup Program in Svizzera, il suo obiettivo, insieme al team, è quello di scovare le start-up più promettenti per lavorare sui temi dell’innovazione aziendale e dotarle delle competenze di HPE Technologies & Services al fine di creare soluzioni su misura orientate ai risultati aziendali per i clienti HPE.