Competenza

Contratto di fornitura e assemblaggio: aspetti da considerare quando si esporta verso la Russia

Anche nell’attuale contesto, caratterizzato da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità, la Russia resta un mercato molto interessante per i fornitori esteri operanti in numerosi settori. Le esportazioni verso la Russia presentano tuttavia aspetti specifici che è bene prendere in considerazione quando si pianificano le consegne e si creano contratti di fornitura.

Nella seguente panoramica passiamo in rassegna numerose questioni importanti a cui pensare quando si pianifica un’esportazione verso la Russia.

Russia

Contratto di fornitura

I contratti devono includere obbligatoriamente numerosi “punti chiave” che vadano a coprire sia le esigenze del cliente in Russia sia quelle dell’esportatore estero.  

Regole circa pagamento e termini di consegna

Ci sarà un pagamento anticipato? Nel caso dei pagamenti posticipati, quali sono le tempistiche e le condizioni? A partire da quale data viene calcolato il periodo di tempo? A partire dalla data indicata nella lettera di vettura (CMR)? O magari dalla data dello sdoganamento? Quando sarà considerata completata la consegna? A partire dalla data di consegna delle merci agli importatori o agli spedizionieri? Chi paga i dazi doganali? A carico di chi è la commissione bancaria durante il trasferimento del pagamento? Quando scade il contratto di fornitura?

Tutte queste sfumature sono importanti, non solo dal punto di vista dell’accordo commerciale delle parti contraenti, ma anche dal punto di vista squisitamente formale della cosiddetta legislazione sul controllo valutario in Russia.

A questo “controllo valutario” sono soggetti tutti i pagamenti internazionali. Le banche sono obbligate a monitorare il rispetto dei termini e delle condizioni di pagamento concordati, la completezza dei documenti e che l’importo reale ricevuto e versato corrispondano alla documentazione fornita. I dati relativi allo sdoganamento, compresa la dichiarazione doganale, vengono trasmessi dalle dogane direttamente alle banche.

Qualsiasi violazione va di pari passo con il rischio di sanzioni severe per il cliente russo e con l’elevato numero di documenti richiesto.

Oggetto del contratto

È consigliabile definire in modo chiaro all’interno del contratto ciò che si intende fornire. Solo merci? Servizi? Servizi di assemblaggio e di garanzia? Licenze di marchi depositati? Qualcos’altro?

Ad esempio, il produttore A concorda con il cliente B che per il progetto in Russia

  1. A vende i propri macchinari a B, B agisce come importatore in Russia;
  2. B ha il diritto di utilizzare il marchio di A in Russia;
  3. A fornisce supporto in fase di assemblaggio dopo la consegna e invierà i propri specialisti in Russia a questo proposito;
  4. A eroga i servizi di garanzia per l’apparecchiatura. Mentre i macchinari saranno forniti con il software preinstallato, i servizi saranno in parte erogati in remoto, via Internet.

Tutti questi aspetti sono stabiliti in modo netto tra le parti contraenti e sono stati compresi in modo chiaro dalle aziende coinvolte. Tuttavia, i contratti “misti”, che includono numerose tipologie di merci e/o servizi sono difficili da gestire per le autorità. Occorre assicurarsi che tutti i “blocchi” contenuti in un contratto di questo tipo siano definiti in modo molto chiaro e provvisti del proprio computo e delle proprie tariffe.

Per quale motivo? Facciamo alcuni esempi.

  • Problema di sdoganamento: la base del valore in dogana delle merci deve essere la meno ambigua possibile. Occorre inoltre notare che nel valore in dogana devono essere inclusi le royalty e l’utilizzo di licenze di marchi depositati. In alternativa, occorre specificare che essi sono già stati inclusi nei prezzi, per evitare fraintendimenti. Questo aspetto è oggetto di controlli specifici alle dogane a partire dal 2020.
  • Questioni fiscali: l’IVA deve essere pagata già in fase di sdoganamento. Tuttavia, alcuni dei passaggi elencati sopra sarebbero soggetti anche all’IVA russa.  La fornitura di servizi via Internet (vedi ipotesi d) sopra) è ad esempio considerata una fornitura di cosiddetti “e-service” ed è soggetta all’IVA russa, pagata direttamente dal fornitore estero (dopo aver ricevuto un codice fiscale russo e con dichiarazione con cadenza trimestrale).Con un contratto e un calcolo dei prezzi “misti”, numerose procedure di tassazione potrebbero essere difficili da spiegare in modo trasparente. Tuttavia, la logica dovrà essere completamente trasparente per le autorità fiscali locali.

  • Obblighi di documentazione: date le attuali restrizioni legate alla situazione pandemica, in alcuni casi può essere necessario fornire il contratto alle autorità (ad esempio il ministero di competenza o l’autorità che si occupa dell’immigrazione) in fase di richiesta del visto per gli installatori/specialisti coinvolti nell’assemblaggio.

In considerazione di tutto ciò, nella maggior parte dei casi conviene operare con numerosi contratti separati, piuttosto che “mescolare assieme” tutte le caratteristiche in un unico documento. Ogni passaggio fornito dei propri calcoli e prezzi trasparenti non solo sarà più facile da gestire per il dipartimento di contabilità locale del cliente russo, ma sarà anche più trasparente per le autorità.

Se, per determinate ragioni, è preferibile includere diversi “blocchi” in un documento, una descrizione chiara - e un calcolo trasparente del prezzo - è chiaramente richiesto.

Assemblaggio

Per l’assemblaggio dei macchinari forniti e l’intervento di collaboratori in Russia dopo la consegna per la relativa installazione, è necessario osservare norme sui visti specifici e pianificare il processo in maniera molto dettagliata.

L’attuale normativa richiede un “visto di lavoro speciale” finalizzato al “lavoro di assemblaggio” per tecnici di servizio che fanno ingresso nella Federazione Russa. Il visto permette un singolo ingresso ed è valido per 90 giorni. Per richiederlo, occorre presentare un contratto per la manutenzione e l’assemblaggio dell’apparecchiatura importata.

Se l’assemblaggio richiede più di 30 giorni solari, tale operazione deve essere registrata come cantiere sul luogo in cui si svolge in Russia ed è soggetta a imposta sugli utili. L’intero processo di assemblaggio deve pertanto essere progettato con cura e specificato in maniera dettagliata all’interno della documentazione.

Esportare verso la Russia è una procedura complessa, che richiede speciale attenzione da parte del produttore/venditore straniero nei confronti di determinati punti chiave. Pertanto, una pianificazione e un’elaborazione degli accordi chiare permettono di evitare la maggior parte dei “colli di bottiglia” fin dalle fasi precedenti alla vendita.

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