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Uno studio prevede periodi turbolenti per gli esportatori svizzeri

Tra globalizzazione e protezionismo: quali sono le minacce e le opportunità per le imprese svizzere attive a livello internazionale? A questa domanda rispondono il professore di economia Simon J. Evenett (Università di San Gallo) e Patrick Ziltener (Università di Zurigo) nel loro recente studio condotto per Switzerland Global Enterprise (S-GE) pubblicato in occasione del Forum del commercio estero.

Nave container all’alba
Nave container all’alba

“Alla luce delle discussioni relative a un possibile conflitto commerciale e all’aumento del protezionismo nel mondo, le nostre aziende attive a livello internazionale si sono confrontate con situazioni di grande insicurezza”, afferma Daniel Küng, CEO di Switzerland Global Enterprise. “Con questo studio desideriamo fornire prevalentemente un orientamento per le vostre strategie di export.”

Per illustrare la situazione delle imprese svizzere, lo studio descrive tendenze mondiali nella politica commerciale, illustra le circostanze nei sette principali Paesi e nelle Regioni, inoltre mostra le conseguenze per le aziende svizzere.

Aumento di barriere commerciali negli USA già dal 2009

Gli USA, già dal 2009, quindi molto prima dell’insediamento di Donald Trump, hanno introdotto ogni anno oltre 100 nuove misure limitative del commercio. Nonostante ciò, le esportazioni svizzere negli USA sono cresciute passando da 22 miliardi di CHF nel 2012 e attestandosi oggi a 34 miliardi di CHF. Resta dunque ancora da vedere in che misura gli aumenti dei dazi saranno efficaci per la Svizzera, oppure che effetti negativi potrebbero avere.

Possibili svantaggi in Giappone e Mercosur tramite nuovi accordi UE

L’UE ha recentemente firmato un accordo di libero scambio con il Giappone. Le trattative con l’associazione di Stati Mercosur, secondo quanto riferito dai media, sono prossime alla conclusione. In Giappone, sono in particolare i produttori di derrate alimentari a poter subire svantaggi. In America del Sud gli effetti sono ancora sconosciuti, tuttavia si applicano spesso, elevati dazi all’importazione, soprattutto per nell’importante mercato del Brasile. Se questi venissero ridotti per i concorrenti UE di imprese svizzere, allora tali imprese usufruirebbero di un notevole vantaggio di concorrenza. La Svizzera sta svolgendo trattative in merito a un accordo con gli Stati del Mercosur.

Progetti di globalizzazione e mega accordo in Asia-Pacifico

L’accordo “Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP)” e l’accordo “Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP)” hanno il potenziale di poter influenzare in modo sostenibile flussi commerciali globali. Gli esportatori devono seguire strettamente lo sviluppo di tali accordi, perché, le condizioni di accesso al mercato cambieranno e in alcuni settori si dovrà fare i conti con svantaggi legati alla concorrenza. I due cosiddetti “Mega-Regional” mostrano che nella Regione si delineano ulteriori segnali di integrazione commerciale.

In aggiunta vi è anche l’iniziativa cinese Belt-and-Road. Il mega progetto di globalizzazione deve mettere in stretto collegamento tra di loro 65 Paesi, dove vivono due terzi della popolazione mondiale e dove viene generato più di un terzo del prodotto interno lordo globale. In Cina, le imprese svizzere, grazie a un accordo di libero scambio bilaterale, sono ben posizionate. Nel suo ambito, nel 2018 beneficiano di numerose riduzioni dei dazi.

PMI: analizzare il singolo caso e usufruire delle opportunità

Daniel Küng commenta: “Lo studio realizzato dai due esperti mostra che gli esportatori devono beneficiare con prudenza delle notizie mediatiche. Nel caso specifico, nuovi accordi nell’area Asia-pacifico o in America Latina potrebbero avere un maggior influsso rispetto alla politica dei dazi degli USA o della Cina. Al contempo, la globalizzazione crea regolarmente nuove opportunità. Sono in corso trattative sull’accordo di libero scambio o stanno per entrare in vigore facilitazioni commerciali di cui le imprese svizzere possono usufruire. Consigliamo agli esportatori di analizzare nel dettaglio quali sono per loro i cambiamenti e di continuare con coraggio nel loro business internazionale.”

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