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Le aziende usufruiscono dell’accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina

La Svizzera è l’unico Paese dell’Europa continentale, che dal 1° luglio 2014 dispone di un vasto accordo di libero scambio con la Cina. Al quinto anno dalla stipulazione dell’accordo, l’Università di San Gallo, in collaborazione con le Scuole universitarie professionali cinesi University of International Business and Economics e Nanjing University ha analizzato per la prima volta gli effetti economici dell’accordo di libero scambio. I risultati del rapporto di valutazione sono stati presentati mercoledì 26 settembre a San Gallo in occasione della seconda edizione della “Sino-Swiss FTA Academic Evaluation” del Centro di competenza sino-svizzero.

L’industria orologiera si annovera tra i settori che finora beneficiano maggiormente dell’accordo
L’industria orologiera si annovera tra i settori che finora beneficiano maggiormente dell’accordo

I risultati del Sino-Swiss FTA - 2018 Academic Evaluation Report mostrano che, grazie alla riduzione dei dazi sulle esportazioni e sulle importazioni, i settori industriali di entrambi i Paesi beneficiano di risparmi potenziali pari a varie centinaia di milioni di franchi. Ciononostante, non tutte le imprese utilizzano pienamente l’accordo di libero scambio. Dalla sua entrata in vigore le aziende cinesi hanno sfruttato circa il 42% del potenziale di risparmio, anche se per taluni prodotti, come motori elettrici o bollitori, i tassi di utilizzo sono già elevati.

Ormai dal 2014, le imprese cinesi possono esportare in Svizzera la maggior parte dei prodotti in franchigia doganale. I dazi all’importazione cinesi sui prodotti svizzeri sono invece ridotti gradualmente sull’arco di quindici anni dall’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio. Nel 2018 un gran numero di prodotti è stato importato in franchigia doganale. L’incentivo per le imprese svizzere ad utilizzare l'accordo di libero scambio è quindi in costante aumento, con tassi di utilizzo già intorno al 44%. Solo nel 2017, i risparmi doganali superavano i 100 milioni di franchi per entrambi i Paesi. Sono soprattutto l’industria meccanica, importante per il Canton San Gallo, il settore medtech e orologiero ad annoverarsi tra i settori che usufruiscono maggiormente dell’accordo di libero scambio.

Mancato utilizzo dell’accordo: quali sono i motivi?

Da un’indagine condotta tra le imprese svizzere e cinesi nell’ambito del rapporto emerge anche che molte imprese hanno consapevolmente deciso di non utilizzare l’accordo di libero scambio. Circa il 40% delle imprese svizzere intervistate utilizzano l’ALS. I motivi per cui le aziende non utilizzano o utilizzano solo parzialmente l’ALS sono molteplici. Vengono menzionate soprattutto le difficoltà nel rispettare le regole dell’origine, perché si può usufruire dell’ALS solo se è possibile comprovare che una parte significativa del valore di un prodotto è generata in Svizzera.

Aumenta l’importanza della Cina per San Gallo

La Cina gioca un ruolo sempre più importante nella rete commerciale mondiale delle aziende di San Gallo. Nel 2017, circa il 5% di tutti i beni esportati dal Cantone era destinato alla Cina. Al contempo, circa il 7% delle importazioni locali proveniva dalla Cina, con un volume commerciale di oltre 1,2 miliardi di franchi. L’industria meccanica e di precisione rappresentava la quota maggiore delle esportazioni, attestandosi a circa 450 milioni di franchi. Dall’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio le esportazioni di San Gallo in Cina solo cresciute del 40%, mentre le importazioni hanno registrato un +7%. Rispetto ai dati a livello nazionale (esportazioni +30%, importazioni +6%) il Canton San Gallo utilizza al di sopra della media l’accordo di libero scambio con la Cina.

Discussione sull’iniziativa cinese “Belt and Road”

I partecipanti alla prima valutazione sino-svizzera si sono dedicati anche alla cosiddetta iniziativa cinese “Belt and Road”, che in qualità di nuova via della seta contribuirà a semplificare e intensificare notevolmente il commercio tra l’Asia e l’Europa. Una sfida per le imprese svizzere sarà quella di usufruire del nuovo collegamento per le sue attività. Anche il commercio, gli investimenti e i finanziamenti, lo scambio tecnologico e le innovazioni, nonché l’e-commerce transfrontaliero erano al centro delle discussioni.

Prevista una valutazione annuale

Rappresentanti di alto livello dell’economia, politica, amministrazione e del mondo accademico hanno partecipato all’evento che si è svolto nella sala del Consiglio cantonale. Erano presenti anche Geng Wenbing, l’Ambasciatore cinese in Svizzera, nonché la Segretaria di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della Segreteria di Stato dell’economia (SECO). La valutazione sino-svizzera dell’accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Cina si svolge ogni anno in alternanza tra San Gallo e Pechino: l’obiettivo dell’incontro è lo scambio di esperienze politiche, imprenditoriali e accademiche sull’accordo di libero scambio.

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