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Concluso nella sostanza l’accordo di libero scambio tra l’AELS e l’Indonesia

Il 1° novembre 2018 i negoziati – guidati dalla Svizzera – per un accordo di libero scambio tra l’AELS e l’Indonesia hanno potuto essere materialmente conclusi dopo un’ultima tornata di intense trattative, incontri e telefonate tra il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann, il presidente dell’Indonesia Joko Widodo e il ministro del commercio Enggartiasto Lukita. Grazie all’accordo, a medio termine il 98% delle merci svizzere sarà esentato da dazi doganali.

L’accordo di libero scambio offre un migliore accesso ad un mercato con 260 milioni di abitanti
L’accordo di libero scambio offre un migliore accesso ad un mercato con 260 milioni di abitanti

Nelle prossime settimane resterà da chiarire solo qualche questione tecnica e poi i testi saranno finalizzati sotto il profilo giuridico. La dichiarazione congiunta sulla fine dei negoziati è prevista in occasione della conferenza ministeriale AELS del 23 novembre a Ginevra, la firma dell’accordo prima della fine dell’anno.

Si tratta di una pietra miliare della politica commerciale svizzera. Per analogia all’accordo stipulato con la Repubblica Popolare Cinese, la Svizzera è riuscita a concludere prima dell’Unione europea un accordo con un grande Stato partner. L’accordo di libero scambio è altamente importante per la Svizzera: con più di 260 milioni di abitanti l’Indonesia è il quarto Paese più popoloso del mondo e offre un mercato dal potenziale altrettanto grande.

A medio termine il 98% delle merci svizzere sarà esentato da dazi doganali.

Grazie all’accordo, a medio termine praticamente tutte le esportazioni svizzere (98%) verso l’Indonesia saranno esentate da dazi doganali. Ciò comporta vantaggi per tutti i rami economici: alimentare (formaggio, cioccolato o caffè), industria meccanica, orologeria, settore chimico-farmaceutico, terziario, per esempio per il settore finanziario o ancora agevolazioni per addetti alla manutenzione nell’ambito di contratti industriali.

Per quanto riguarda l’importante questione dell’olio di palma, le parti si sono accordate sui contingenti parziali per l’olio di palma e i suoi derivati, pattuiti dalla Confederazione con il ramo in questione, con sconti doganali dal 20 al 40%. Così facendo la produzione svizzera di oleaginose non è pregiudicata.

Olio di palma: disposizioni chiare per garantire la sostenibilità

Inoltre sono state interamente recepite le preoccupazioni espresse dalla Svizzera sulla garanzia della sostenibilità. Innanzitutto l’accordo contiene disposizioni di rilievo sul commercio e sullo sviluppo sostenibile, direttamente pertinenti anche per la produzione di olio di palma, tra cui il rispetto e l’attuazione degli accordi multilaterali sull’ambiente e dei diritti fondamentali dei lavoratori. L’accordo prevede inoltre disposizioni per promuovere una gestione sostenibile delle risorse forestali, in particolare contro il disboscamento illegale. In secondo luogo, l’AELS ha approvato, unanime, una disposizione specifica relativa all’olio di palma. L’articolo sancisce impegni più vincolanti per impostare la produzione e il commercio dell’olio di palma e di altri oli vegetali all’insegna della sostenibilità.  

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