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Difficoltà per l’importazione senza frontiere

Come risaputo, le merci importate in Svizzera devono essere dichiarate. Con gli adeguamenti previsti e la digitalizzazione, le persone fisiche e le imprese devono tenere il passo.

Le merci importate devono essere dichiarate e sdoganate.
Le merci importate devono essere dichiarate e sdoganate.
Fornito da
PwC

L’articolo 7 della Legge sulle dogane parla chiaramente: “Le merci introdotte nel territorio doganale o asportate da esso sono soggette all’obbligo doganale e devono essere tassate secondo la presente legge e la legge sulla tariffa delle dogane”. Queste dichiarazioni delle merci al confine possono svolgersi in maniera molto diversificata e talvolta sono onerose e richiedono molto tempo.

Il Consiglio federale, durante la sua seduta a metà febbraio 2017, ha licenziato il suo messaggio sulla digitalizzazione dell’Amministrazione doganale. Con un investimento di oltre 400 milioni di franchi, entro il 2026 dovranno essere semplificati, digitalizzati e implementati in un nuovo panorama IT tutte le dichiarazioni, i cicli e i processi. Da un lato ciò porta a maggior flessibilità e a cicli più veloci ai confini per le persone e le imprese, dall’altro la dogana può effettuare analisi di rischio e controlli più semplici. Il fatto è che tale cambiamento previsto attribuisce alle imprese maggiore responsabilità e causa anche maggiori operazioni doganali. Tuttavia, per certi principi la prevista digitalizzazione non può cambiare nulla: le merci devono continuare ad essere dichiarate all’attraversamento della frontiera.

Un numero per tutto

Nella lingua doganale tutte le merci saranno suddivise in numeri. Con questo sistema armonizzato a livello internazionale sarà attribuita una specifica voce di tariffa ad ogni merce. Questa è anche la base per la dichiarazione doganale, il criterio di determinazione per eventuali dazi doganali e serve in definitiva anche come base di calcolo per l’applicazione di accordi di libero scambio. Per molte imprese la corretta classificazione tariffaria dei loro prodotti rappresenta una sfida enorme e spesso è l’origine di diversi problemi doganali.

L’attribuzione di una voce di tariffa talvolta può condurre a situazioni curiose: pensiamo ad esempio alla risata del già consigliere federale Merz sulla carne secca, in questa situazione si trattava della classificazione tariffaria di carne speziata. Nel settore tessile, l’Amministrazione federale deve operare spesso una distinzione tra i capi d’abbigliamento importati femminili o maschili. Questa differenziazione, molto importante dal punto di vista doganale, va ricondotta ad eventi  storici secondo cui i capi d’abbigliamento maschili sono interessati da un’aliquota di dazio inferiore e dalla riscossione del dazio che in Svizzera, rispetto al resto del mondo, si basa sul peso. Gli abiti maschili per i lavori nei campi erano molto più pesanti rispetto a quelli femminili utilizzati per i lavori domestici.

Se tra il Paese produttore e il Paese destinatario esiste un accordo di libero scambio i dazi all’importazione, saranno ridotti oppure completamente eliminati. La Svizzera dispone attualmente di 30 accordi, anche se a breve termine ne seguiranno altri. Tuttavia la loro applicazione non avviene automaticamente. Vanno attuati diversi passi per poter beneficiare dei vantaggi (volontari). Sono importanti in particolare la ricerca sull’origine preferenziale e della prova formale corretta di questa caratteristica dell’origine. Il libero scambio non è dunque così libero come invece il nome lascia intendere.

La grande differenza: comprare online e importare autonomamente

Le persone fisiche possono importare, nel traffico turistico, merci per un valore massimo di 300 franchi senza dichiarazione doganale in franchigia doganale. Vanno però osservate diverse limitazioni e quantità in franchigia per i generi alimentari, l’alcol e il tabacco. Se le merci non vengono trasportate “personalmente” oltre confine, bensì se vengono ordinate tramite un portale online e consegnate con un corriere, valgono regolamenti completamente diversi: tutte le spedizioni da parte di agenti incaricati allo sdoganamento (corrieri, posta, ecc.) devono essere annunciate e rispettivamente dichiarate in dogana. Per acquisti online all’estero, l’importazione in Svizzera comporta costi maggiorati: costi d’invio, di sdoganamento e di verifica, nonché il pagamento dell’8%  dell’IVA da sommarsi all’importo totale. A partire dal 1° gennaio 2018 ci saranno però cambiamenti a tale proposito: la revisione della legge sull’IVA prevede che tutte le imprese estere con un’attività commerciale in Svizzera, debbano essere iscritte all’IVA. In tal senso, in futuro le merci nel commercio online saranno importate in Svizzera dal rivenditore e non più dalle persone fisiche (ciò può portare ad una riduzione dei costi di sdoganamento).

Decisioni prima dell’IVA

Dal 1° gennaio 2018 è certamente possibile che venga ridotta anche l’attuale aliquota IVA dell’8%. L’aumento temporaneo dal 7.6% all’8% decade infatti alla fine dell’anno (finanziamento aggiuntivo temporaneo dell’AI). Ci sarà però un aumento dello 0.1% (decisione popolare sul finanziamento e ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria “FAIF”). Se nella votazione in autunno il popolo approverà la riforma della previdenza della vecchiaia, verrà nuovamente aggiunto lo 0.3% (ritornando così ancora all’8%). Così sapremo in definitiva a quanto ammonterà il prossimo anno l’aliquota IVA.

Per le imprese vi sono diversi altri cambiamenti. Probabilmente da marzo 2018, anche la decisione d’imposizione per l’importazione delle merci, dunque le quietanze doganali per le merci importate saranno trasmesse automaticamente (finora venivano emesse dalla dogana in formato cartaceo). Nel quadro delle misure di risparmio, l’Amministrazione federale delle dogane in futuro evita di stampare e inviare le dichiarazioni d’imposizione.

Le imprese svizzere dovrebbero già iniziare a riflettere su come vorranno raffrontarsi in futuro e rispettivamente su come vorranno adattare anche i loro sistemi.

Affinché tutti i processi doganali possano svolgersi senza difficoltà e si possa altresì beneficiare di aliquote doganali semplificate e ridotte, le società devono sviluppare competenza in materia doganale. Una cosa è certa: le frontiere doganali in Svizzera e in altri Paesi restano immutate e anche l’importazione senza frontiere non sarà possibile in un futuro prossimo.

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