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Lord Green: “Una strategia centrale del governo britannico sarà diventare un partner commerciale aperto alla svizzera”

Lord Stephen Green, già ministro britannico e attualmente presidente di Asia House a Londra, interverrà all’evento “Asia Leaders Series” che si svolgerà il 12 aprile a Zurigo sul futuro delle relazioni tra il Regno Unito e l’Europa, nonché sulla crescita dell’Asia. Prima della sua visita a Zurigo abbiamo avuto l’opportunità di discutere con lui sulla sua opinione in merito alla Brexit e alle conseguenze sulle relazioni commerciali con la Svizzera e l’Europa.

Lord Green
Lord Stephen Green interverrà all’evento “Asia Leaders Series” sulle relazioni future tra il Regno Unito e l’Europa, nonché sulla crescita dell’Asia.

Lord Green, la data del 29 marzo ha marcato il primo passo dell’uscita del Regno Unito dall’UE: il primo Ministro Theresa May ha formalmente dato il via al processo della durata di due anni per l’uscita dall’UE. È stato un evento storico?

A mio avviso sì. Rappresenta un nuovo avvio per il Paese, il più significativo dal 1949 quando fu istituita la NATO. Dal referendum e dall’impegno del nostro governo per rispettare la volontà del popolo si è lavorato a fondo e si è riflettuto a lungo su cosa tutto ciò possa comportare per la comunità pubblica e per il mondo degli affari. Durante la campagna del referendum nessuno aveva idea di cosa avrebbe comportato l’uscita dall’UE. Oggi abbiamo raggiunto la fase in cui il Governo ha proposto una lettera e stabilito le priorità per le nuove relazioni con l’UE e per il nuovo posto nel mondo della Gran Bretagna. Attualmente affrontiamo una sessione di due anni prevista dall’articolo 50 dei negoziati e molto probabilmente si proseguirà con le discussioni, dato che devono essere chiariti numerosi dettagli, in particolare in relazione al commercio.

Quali sono i prossimi passi che ci attendono?

Il Governo ha reso noto che il Paese non vuole far parte del mercato unico e non vuole neppure restare all’interno della tariffa comune esterna. Si tratta di posizioni particolarmente chiare. Il Regno Unito cercherà di negoziare un ampio ed esaustivo accordo di libero scambio con l’UE. Quest’ultima non ha ancora reagito formalmente, ma il capo della Commissione responsabile dei negoziati sulla Brexit, Michel Barnier, si è espresso chiaramente sui punti prioritari che tutti vogliono trattare in primis: le responsabilità legate al budget e il riassetto della posizione dei cittadini UE nel Regno Unito, nonché dei cittadini britannici in Europa.

I media hanno paragonato la Brexit ad un divorzio dall’UE. Qual è la sua opinione in merito?

Certamente l’uscita della Gran Bretagna, dall’UE, secondo Paese membro per grandezza, costituisce un evento importante e ciò fornirà spunti di riflessione all’interno dell’UE sul suo cammino futuro, ma non trovo che l’immagine del divorzio sia un’analogia adeguata. Dobbiamo pensare agli interessi comuni del Regno Unito e dell’UE, che persisteranno e che sono di ampia portata. Con una quota di esportazioni britanniche verso l’UE superiore al 40%, la Gran Bretagna è un importante partner commerciale e continuerà ad esserlo. Tuttavia non esiste soltanto un legame commerciale, vi sono numerose aree di attività comuni che saranno interessate, quali il programma ERASMUS, i progetti comuni di ricerca, le questioni legate alla sicurezza, la gestione dello spazio aereo, ecc. Nei prossimi due anni e probabilmente anche più a lungo, l’impegno del Governo britannico sarà devolto a ciò.

Ascoltate un estratto del podcast dall’intervista a Lord Green: “Brexit has not come out of the blue” (in EN)

Esistono già accordi specifici in fase di elaborazione?

Sono state avviate discussioni con un numero di Paesi prioritari ma non ci sarà un accordo completo senza aver prima organizzato discussione sull’articolo 50 con l’UE. Fino a quel momento, il Regno Unito rimarrà formalmente un Paese membro dell’UE per cui non può firmare nessun accordo commerciale. Inoltre, nessun partner commerciale sarà propenso a sottoscrivere un ampio ed esaustivo accordo di libero scambio finché non conosca precisamente quali saranno le intese tra la Gran Bretagna e l’UE.

Che risultato prospetta per le relazioni commerciali in particolare con la Svizzera?

Mi auspico che la Gran Bretagna si confermi un Paese aperto, interessato alla crescita del commercio in entrambe le direzioni e naturalmente negli investimenti comuni. Gode della tradizione di lunga durata di essere una destinazione aperta agli investimenti, tradizione che a mio avviso resterà immutata. Dunque si palesa che il cuore della strategia del Governo britannico sarà di diventare un partner commerciale aperto e di costituire un’opportunità d’investimento aperto.

Inoltre, ritengo che la Gran Bretagna considererà la Svizzera come un partner nel riassetto della sua relazione con l’UE.

Quale pensa che sarà la posizione di negoziato della Gran Bretagna con l’UE?

La Gran Bretagna è la sesta economia mondiale e rappresenta un partner importante dell’UE su tutti i piani. Inoltre, non si troverà in una posizione di debolezza all’avvio dei negoziati, bensì sarà piuttosto sullo stesso piano dell’UE.

Tutti quanti dobbiamo sperare che le discussioni siano proficue. Una situazione senza vie d’uscita significherà un clima generale punitivo per la Gran Bretagna oppure rivalità reciproca tra due parti. Ciò non sarà chiaramente negli interessi di nessuno. La Gran Bretagna cercherà una serie di accordi con l’UE costruttivi e di beneficio reciproco. Una cosa è certa: la geografia non cambia. La Gran Bretagna continua a far parte dell’Europa ed è inevitabilmente coinvolta negli affari europei, affinché essi possano prosperare abbiamo bisogno di un buon contesto.

Lei interverrà come relatore in occasione dell’evento Asia leaders series a Zurigo. Abbiamo sentito parlare spesso del ceto medio in crescita in Asia, noi stessi stiamo allargando la nostra presenza con uno Swiss Business Hub a Jakarta, in Indonesia. Quali opportunità si prospettano per le PMI esportatrici svizzere?

La crescita dei mercati asiatici non si arresterà. Ci sono stati commenti sull’apparente rallentamento del tasso di crescita cinese, ha diminuito la velocità, ma si attesta al 6,5%, tasso, che considerando gli standard europei, risulta comunque estremamente rapido. L’India sta ottenendo buoni risultati e l’ASEAN costituisce un blocco commerciale comune che include oltre 600 milioni di persone. Vi sono enormi opportunità per gli svizzeri, i britannici e gli Europei e continueranno ad esserci anche per la prossima generazione o per le prossime due.

Il Governo considera una nuova opportunità per la Gran Bretagna di negoziare gli accordi di libero scambio con la Cina, il Giappone, l’India, la Corea del Sud e alcuni Paesi ASEAN. E ritiene che la flessibilità acquisita, essendo l’unico Paese a negoziare, anziché 28 Paesi membri, come nel caso dell’EU, permetterà al Regno Unito di sottoscrivere interessanti accordi commerciali.

I benefici degli affiliati S-GE: iscrivetevi oggi all’evento Asia Leaders Series del 12 aprile a Zurigo

Lord Stephen Green, già Ministro del commercio UK e attualmente Presidente dell’Asia House a Londra interverrà all’evento Asia Leaders Series che si svolgerà il 12 aprile a Zurigo, parlando della relazione futura con l’Europa e della crescita dell’Asia. Gli affiliati di S-GE beneficiano del 30% di sconto! Iscrivetevi ora.

Asia Leaders Series, nella città di Zurigo al cuore dell’Europa, provvede ad un’intersezione cruciale tra l’est e l’ovest, punto d’incontro di leader visionari, che creano fiducia e fanno progredire il mondo. Cliccate qui per maggiori informazioni sui prossimi eventi di quest’anno.

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