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Un nuovo panorama fiscale per le aziende in Svizzera

La prevista riforma III dell'imposizione delle imprese non è rilevante solo per le società che oggi beneficiano di agevolazioni fiscali, bensì per tutte le aziende in Svizzera. Per cogliere le opportunità che si offrono, gli imprenditori farebbero bene a occuparsene con il giusto anticipo di tempo e a pensare per scenari. Un invito che diviene ancora più importante quando per gli imprenditori sono in gioco le modalità di programmare la propria pianificazione patrimoniale.
Laptop, calcolatrice e penna su un tavolo
La prevista riforma III dell'imposizione delle imprese è rilevante per tutte le aziende in Svizzera

La riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) decisa dal Parlamento federale, sulla quale gli elettori saranno chiamati ad esprimersi prevedibilmente il prossimo anno, è di cruciale importanza per la piazza economica svizzera, in quanto assicura un'imposizione competitiva e internazionalmente accettata delle imprese. Un sistema fiscale attraente è imprescindibile per la salvaguardia della capacità competitiva internazionale.

A prima vista la riforma verte in primis sull'abolizione dei privilegi fiscali cantonali per le società holding, le società di domicilio e le società miste. Oggi nei cantoni circa 24 000 di queste società sono assoggettate a un'imposizione speciale la cui rilevanza per il gettito fiscale varia da cantone a cantone: la quota degli utili societari imponibili generati da società a statuto fiscale privilegiato ammonta nei cantoni Vaud e Basilea-Città a massimali superiori all'80% e a Ginevra a circa il 70%, mentre in Vallese è inferiore al 10%.

Ciò malgrado, la riforma avrà ricadute su tutte le aziende in Svizzera: siccome per rimanere fiscalmente invitanti i singoli cantoni possono reagire con un intero pacchetto di misure, la riforma si spinge decisamente oltre le società destinate a perdere i loro attuali privilegi fiscali. Il panorama fiscale svizzero cambierà radicalmente per effetto della riforma III dell'imposizione delle imprese. Assumerà nuovi contorni, in ultima analisi di rilievo per tutte le aziende, anche per le società tassate oggi in via ordinaria. Gli imprenditori di ogni settore, titolari di piccole o grandi aziende, dovrebbero quindi chinarsi già oggi su determinati interrogativi che attengono alla riforma fiscale, ad esempio sulla futura struttura aziendale, sui requisiti patrimoniali o sulla scelta della localizzazione, in modo da assicurarsi dei vantaggi a seguito delle mutate condizioni quadro o da evitare potenziali svantaggi. Quanto anticipato è applicabile non da ultimo anche alla pianificazione patrimoniale personale degli imprenditori. Sia periti fiscali, sia consulenti bancari specializzati sono pronti ad affiancare con la loro consulenza gli imprenditori proprio in questi quesiti.

Relativamente alla scelta della localizzazione si evidenzia già oggi che la RI imprese III preannuncia una nuova fase della concorrenza fiscale cantonale. Nel quadro dell'attuazione della riforma III dell'imposizione delle imprese, una serie di cantoni prevede una drastica riduzione dell'imposta ordinaria sull'utile per le imprese.

La tendenza ad aliquote d'imposta cantonali ridotte avvantaggia fondamentalmente le aziende che oggi soggiacciono all'imposizione ordinaria, specialmente anche piccole e medie imprese insediate in Svizzera. In particolare alle società mobili del terziario, non vincolate localmente da impianti produttivi, possono offrirsi nuove opzioni per la scelta della localizzazione. Tuttavia, non tutti i cantoni hanno comunicato l'ordine di grandezza delle aliquote dell'imposta sull'utile. Per gli imprenditori è quindi importante seguire con attenzione gli ulteriori sviluppi nei singoli cantoni.

Ma orientarsi solo alle aliquote predette è eccessivamente limitativo. In un'analisi della situazione vanno tenuti in opportuna considerazione anche i nuovi strumenti di politica fiscale, a disposizione dei cantoni nel quadro della riforma III dell'imposizione delle imprese – e che possono parzialmente applicare in misura diversa nella tassazione delle aziende. Parole chiave in proposito sono patent box con agevolazioni fiscali per gli utili derivanti dalla proprietà intellettuale, la contabilizzazione fino al 150% dei costi effettivi per la ricerca e lo sviluppo o una deduzione degli interessi sul capitale proprio in eccesso, la cosiddetta imposta sull'utile con deduzione degli interessi.

Per i singoli cantoni si tratta infine di definire, in quanto localizzazione aziendale, il rispettivo mix giusto di misure. Per le imprese sarà determinante in quale misura le loro attività specifiche sono interessate dalle mutate condizioni quadro fiscali.

Le aziende che operano in settori ad alta intensità di ricerca e con proventi da beni immateriali possono trarre profitto dai patent box o dagli incentivi fiscali alla ricerca. Come di preciso dipende da dettagli che devono ancora essere definiti nelle relative disposizioni di attuazione. Quali tipologie di proventi da brevetti vengono fiscalmente ridotte? Quali attività sono qualificate come ricerca e sviluppo e quali no? Ne deriva in particolare per le società più grandi, presenti in varie regioni della Svizzera o anche sulla scena internazionale, l'interrogativo se sono opportuni adeguamenti nella struttura aziendale per essere posizionati al meglio in un nuovo contesto fiscale.

La possibilità di una deduzione di interessi sulla parte del capitale proprio che supera il requisito minimo può rivelarsi interessante per un ampio spettro di società. Una holding immobiliare ad esempio, sotto la cui egida figurano varie società veicolo, può verificare in quale misura si possono riunire mezzi propri eccedenti per consentire la deduzione degli interessi. Nell'attuale scenario di tassi ai minimi, gli effetti prodotti da questa opzione dovrebbero essere modesti, ma nel lungo periodo potrebbero riacquisire importanza.

Per lo strumento della deduzione degli interessi occorre inoltre tenere presente che lo stesso può essere applicato solo dai cantoni in cui l'imposizione dei dividendi di partecipazioni qualificate sale almeno al 60% o più dell'aliquota d'imposta sul reddito regolare. Appunto per le imprese familiari o per gli imprenditori che vedono nel dividendo una componente importante per la costituzione di un patrimonio privato, quanto anticipato può modificare la situazione di partenza e imporre un riesame della strategia di prelievo – stipendio versus LPP versus dividendo o prestito degli azionisti.

Non tutti i cantoni hanno reso noti i piani concreti con cui intendono attuare la riforma III dell'imposizione delle imprese. E l'ultima parola sulla riforma, che entrerà verosimilmente in vigore dal 2019, dovrebbe spettare ai votanti svizzeri. Tuttavia, sarebbe bene che gli imprenditori non perdano tempo prezioso e si occupino già oggi – con il ricorso ai rispettivi esperti – degli scenari che la riforma III dell'imposizione delle imprese potrebbe prefigurare per loro.

Contatto:

Credit Suisse – la banca per gli imprenditori unternehmer.inbox@credit-suisse.com

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