ExportHelp

Legislazione alimentare

Scopo del mercato unico europeo è consentire la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.

Per quanto concerne la libera circolazione delle merci, l’UE persegue due obiettivi: l’armonizzazione delle diverse “prescrizioni concernenti i prodotti” e il loro mutuo riconoscimento.

Nel campo della sicurezza alimentare, l’UE ha adottato numerose misure volte a garantire sia la libera circolazione dei prodotti sia la protezione dei consumatori. Poiché queste prescrizioni non concordano sempre con le disposizioni svizzere, gli esportatori devono eventualmente adattare i loro prodotti alle esigenze europee.

  • Sono gli accordi bilaterali che regolano l’esportazione verso l’UE. L’esportatore deve informarsi in ogni caso, presso il Paese d’importazione o dell’importatore se sono in vigore eventuali prescrizioni aggiuntive.
  • Per l’esportazione di oggetti consueti o di prodotti alimentari d’origine non animale, spesso sono sufficienti i certificati d’esportazione pubblicati sul sito web dell’USAV.
  • In generale, per esportare animali è necessario un certificato d’esportazione ufficiale. Per l’esportazione di prodotti animali è richiesto un documento commerciale.
  • L’esportazione di certi sottoprodotti d’origine non animale richiedono un’autorizzazione dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).

Per maggiori informazioni consultate il grafico “esportazione” pubblicato dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV.

Dossier UE sulla sicurezza dei prodotti alimentari
L’UE mette a disposizione sul suo sito web numerose informazioni sulla sicurezza dei prodotti alimentari. Consultate la sintesi della legislazione europea sulla sicurezza dei prodotti alimentari per ottenere una panoramica generale.

Per qualsiasi ulteriore ragguaglio non esitate a contattare il team EEN.

Etichettatura, presentazione e pubblicità
Il 25 ottobre 2011, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il regolamento (UE) n° 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (qui di seguito «il regolamento INCO»). Tale regolamento modifica le disposizioni che disciplinano l’etichettatura degli alimenti nell’Unione, per consentire ai consumatori di effettuare scelte consapevoli e di utilizzare gli alimenti in tutta sicurezza, pur garantendo la libera circolazione degli alimenti legalmente prodotti e commercializzati.

Tale regolamento è già stato modificato a varie riprese. Una versione consolidata non vincolante è disponibile qui per facilitarne la lettura.

Il regolamento INCO introduce importanti novità 

A livello comunitario

Le novità sono le seguenti:

  • una miglior leggibilità (dimensione minima del carattere per le informazioni obbligatorie);
  • una presentazione armonizzata e più chiara degli allergeni tra la lista degli ingredienti per i prodotti alimentari preimballati (posta in evidenza grazie alla dimensione dei caratteri, allo stile o al coloro di fondo);
  • indicazioni obbligatorie relativi agli allergeni per gli alimenti non preimballati, compresi i ristoranti e i bar;
  • obbligo di apporre certe informazioni nutrizionali sulla maggioranza dei prodotti alimentari trasformati;
  • indicazione dell’origine obbligatoria per le carni suine, ovine, caprine e per le carni di volatili fresche;
  • stessi requisiti in materia d’etichettatura per la vendita online, a distanza e in negozio;
  • una lista di nanomateriali di sintesi figuranti tra gli ingredienti;
  • le informazioni specifiche concernenti l’origine vegetale degli oli e dei grassi saturi;
  • il rafforzamento delle regole volte a impedire le pratiche ingannevoli;
  • l’indicazione degli ingredienti di sostituzione per gli alimenti succedanei;
  • le indicazioni chiare “carne ricomposta” o “pesce ricomposto” e l’indicazione chiara dei prodotti decongelati.

A livello nazionale

Quanto alle materie espressamente armonizzate dal presente regolamento, gli Stati membri non possono né adottare né mantenere disposizioni nazionali specifiche, salvo laddove il diritto europeo lo autorizzi. Gli Stati membri possono invece adottare disposizioni nazionali riguardanti materie non armonizzate purché non ostacolino o limitino la libera circolazione delle merci.

Gli Stati membri possono adottare disposizioni che richiedono ulteriori indicazioni obbligatorie complementari per alcune categorie di derrate alimentari, per almeno uno dei seguenti motivi: la protezione della salute pubblica, quella dei consumatori, la prevenzione delle frodi o la protezione dei diritti di proprietà industriale e commerciale, delle indicazioni di provenienza o delle denominazioni di origine controllata e la repressione della concorrenza sleale.

Infine, diviene obbligatoria l’indicazione della presenza di allergeni per gli alimenti offerti in vendita al consumatore finale o alle collettività senza preimballaggio o per gli alimenti imballati nei luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati  per la vendita diretta, mentre l’indicazione della denominazione di vendita rimane obbligatoria.

Data di applicazione e disposizioni transitorie
Tale regolamento è entrato in vigore il 13 dicembre 2014, salvo quelle sull’etichettatura nutrizionale che entrerà in vigore a partire dal 13 dicembre 2016 e l’esigenza particolare relativa alla denominazione “carni macinate” che si applica dal 1° gennaio 2014. L’attuazione di alcune disposizioni avverrà successivamente mediante atti delegati e atti di esecuzione.

Gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima del 13 dicembre 2016 e che non soddisfano i requisiti stabiliti dal presente regolamento, possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte. Lo stesso vale per:

  • gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima del 13 dicembre 2016 e che non soddisfano il requisito sulla dichiarazione nutrizionale;
  • gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima del 1° gennaio 2014 e che non soddisfano i requisiti stabiliti all’allegato VI, parte B, (denominazione degli alimenti e indicazioni specifiche che la compongono, nella fattispecie requisiti specifici relativi alla denominazione delle carni macinate).

Igiene degli alimenti
Le imprese alimentari devono rispettare le norme di igiene alimentare in materia di preparazione, trasformazione, fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione, vendita o fornitura dei prodotti alimentari. Esse devono garantire che vengano effettuate anche le analisi di rischio e dei punti critici di controllo HACCP (Hazard Analyses and Critical Control Points).

Il presente dossier include altresì disposizioni per quanto concerne la produzione e la commercializzazione di prodotti alimentari d’origine animale come carne, pesce, uova, latte, ecc.

Tenori massimi per determinate sostanze tossiche (contaminanti)
Un prodotto alimentare non può essere commercializzato sul mercato UE se contiene un contaminante in quantitativi inaccettabili sul piano tossicologico. Per ogni sostanza viene stabilito il tenore massimo ammesso.

Nel presente dossier trovate anche le disposizioni concernenti i materiali e gli oggetti che entrano in contatto con prodotti alimentari (ad esempio plastica, ceramica).

Prima di qualsiasi esportazione, i prodotti alimentari devono innanzitutto essere conformi al diritto svizzero: legislazione

Documenti

Link

Di più
Condividete

Vi possono interessare anche

Premium Partner

Partner strategici

Partner istituzionale

Programma ufficiale