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Programmi UE/SEE di finanziamento e di sviluppo

Diverse aziende svizzere vorrebbero partecipare a programmi finanziati o sovvenzionati, in un modo o nell’altro, dall’UE. I programmi di finanziamento e di sviluppo nei nuovi Stati membri dell’UE nonché nei paesi dell’Europa sudorientale sono particolarmente interessanti.

Per le aziende svizzere si tratta soprattutto di sapere se e come partecipare a questi programmi e se gli accordi bilaterali prevedono l’accesso ai fondi.

L’UE propone una moltitudine di programmi con finanziamenti provenienti da diverse fonti e mette a disposizione numerose sovvenzioni.

Fondi strutturali e fondi di coesione
I quattro fondi strutturali finanziano aiuti in settori quali l’agricoltura, la politica regionale, gli affari sociali e la pesca. Il fondo di coesione concede finanziamenti per progetti infrastrutturali nei settori dell’ambiente e dei trasporti. Questi fondi mirano a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo nelle regioni e negli Stati membri dell’Unione europea.

I fondi non sono versati dalla Commissione europea, ma dalle autorità regionali, che sono di fatto responsabili della realizzazione dei programmi.

Per le aziende svizzere, i finanziamenti provenienti da questi fondi sono di particolare interesse poiché si applica il diritto dell’OMC per gli appalti pubblici.

Le imprese svizzere possono quindi parteciparvi con gli stessi diritti degli Stati membri dell’UE. Inoltre, l’UE e la Svizzera hanno convenuto di integrare il diritto dell’OMC e il suo campo d’applicazione in un accordo bilaterale.

Di conseguenza, le aziende svizzere hanno accesso ai fondi di finanziamento per tutti i progetti legati all’infrastruttura, in particolare nei settore dei trasporti e dell’ambiente. Non hanno però accesso ai fondi di finanziamento diretti destinati all’industria locale.

L’UE propone anche altri programmi. Tuttavia, le imprese svizzere non sono sempre equiparate a quelle europee e non possono quindi parteciparvi. I presupposti per la partecipazione a un programma o aun bando di gara devono pertanto essere verificati caso per caso.

Programmi al di fuori dell’UE (ad es. TACIS, CARDS)
L’ufficio di cooperazione EuropeAid gestisce i programmi di aiuti esterni dell’UE e ne distribuisce i fondi in tutto il mondo. Questi programmi sono a carico del bilancio dell’UE o del Fondo europeo di sviluppo. Sono riservati alle aziende degli Stati membri e degli Stati beneficiari: le aziende svizzere non possono quindi parteciparvi.

7° Programma quadro di ricerca e sviluppo
Il 7° programma quadro di ricerca e sviluppo (7° PQ) è lo strumento principale dell’UE per il finanziamento della ricerca in Europa ed è dotato di un budget di 54,6 miliardi di euro. Il programma mira a rafforzare la piazza europea e quindi a promuovere la crescita e l’occupazione grazie a uno spazio comune di ricerca.

I grandi obiettivi del programma «Cooperazione» sono raggruppati in altrettanti programmi specifici, sulla cui base dovranno essere strutturate le attività europee nel settore della ricerca:

«Idee» sviluppa la ricerca di frontiera in Europa, cioè la scoperta di nuove conoscenze che cambino fondamentalmente la nostra visione del mondo e il nostro stile di vita;

«Persone» mobilita risorse finanziarie importanti per migliorare le prospettive di carriera dei ricercatori in Europa e per attirare un maggior numero di giovani ricercatori di qualità;

«Capacità» fornisce ai ricercatori degli strumenti efficaci per rafforzare la qualità e la competitività della ricerca europea.

Infine, il 7° programma quadro finanzia le azioni dirette del «Centro comune di ricerca» e quelle previste dal programma quadro «Euratom» nei settori della ricerca sulle energie da fusione e da fissione nucleare nonché sulla radioprotezione.

Nel quadro degli accordi bilaterali I, la Svizzera ha concluso con l’UE un accordo per la partecipazione al 6° programma quadro di ricerca e sviluppo (2003-2006). Grazie a questo accordo, la Svizzera è diventata Stato associato al programma con gli stessi diritti e doveri dei Paesi comunitari. Un nuovo accordo bilaterale per la partecipazione integrale della Svizzera al 7° programma quadro (2007-2013) è stato firmato il 25 giugno 2007 e posto in vigore retroattivamenteil 1° gennaio 2007. I ricercatori svizzeri possono quindi partecipare ai relativi progetti con gli stessi diritti dei loro partner europei e beneficiare dei fondi erogati da Bruxelles, come era già stato il caso per il programma quadro precedente.

Inoltre, l’accordo riconosce alla Svizzera il diritto di essere rappresentata nei comitati di direzione dei programmi specifici e in diversi organi di gestione strategica, il che le garantisce un accesso privilegiato alle informazioni e voce in capitolo sulle decisioni relative al programma quadro in corso e alla definizione di quelli futuri.

Il contributo svizzero al preventivo globale del 7° programma quadro è stabilito in base al prodotto interno lordo e ammonta a circa 2,4 miliardi di franchi sull’arco di sette anni.

Per agevolare la partecipazione dei ricercatori svizzeri ai programmi quadro di ricerca dell’Unione europea, la Segreteria di Stato per l’educazione e la ricerca (SER) ha istituito la rete d’informazione Euresearch che fornisce ragguagli e consigli sulle opportunità di cooperazione a livello europeo.

Inoltre, la SER ha introdotto un incentivo per le PMI. Le PMI, che partecipano per la prima volta a un progetto (basato su un «Call for proposals» dell’UE) nel quadro del 7° programma quadro e la cui proposta è stata valutata dall’UE, ricevono un contributo forfettario unico di 7’000 franchi.

La Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI)
La CTI è l’agenzia costituita dall’Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) per il promovimento dell’innovazione. Getta un ponte tra i laboratori e il mercato in quanto sostiene i progetti nei quali collaborano aziende e istituti universitari. Le nuove conoscenze dei laboratori devono essere convertite senza indugio in progetti concreti, ossia in prodotti commercializzabili.

A un progetto di promozione collaborano almeno un’azienda e un istituto universitario (è possibile anche la collaborazione con partner siti nell’UE). I partner possono definire il tema del loro progetto in base al principio bottom-up. Il partner economico sostiene almeno la metà dei costi del progetto.

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