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Soluzioni previdenziali per expat: ecco cosa dovete sapere

Il sistema previdenziale svizzero offre standard elevati. In che modo possono le PMI mantenere lo stello livello di copertura quando inviano collaboratori all’estero? Grazie a soluzioni su misura, affermano le esperte di Expat Solutions Isabella Burigo e Yvonne Eggmann di AXA.

Con una soluzione previdenziale ottimale, trasferirsi all’estero sarà ancora più facile.
Con una soluzione previdenziale ottimale, trasferirsi all’estero sarà ancora più facile.
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Lavorare alcuni anni all’estero? Un’avventura per gli expat e le loro famiglie. Affinché l’intero progetto non si trasformi in un’avventura anche per il datore di lavoro, è opportuno pianificare per tempo e sotto ogni aspetto l’invio dei propri specialisti all’estero. Gli aspetti da considerare sono, tra l’altro, il permesso di lavoro, il trasloco, la copertura sanitaria, un domicilio sicuro e l’integrazione culturale. Ma non solo: anche la continuità previdenziale è fondamentale, in quanto la soluzione adeguata tutela l’expat e i suoi cari in caso di decesso e di invalidità e, a seconda dei casi, comprende anche una previdenza di vecchiaia.

Sereni verso la nuova destinazione

A tale proposito, sono chiamate in causa le aziende. I collaboratori vogliono ambientarsi in tempi rapidi nel paese di destinazione per poi concentrarsi sulla nuova attività. Il datore di lavoro dovrebbe quindi offrire condizioni ottimali, sottolinea Isabella Burigo di AXA: "Spetta all’azienda confezionare un pacchetto che consenta di partire in tutta serenità". Lei e la collega Yvonne Eggmann forniscono consulenza ad aziende internazionali e PMI che intendono espandersi all’estero e cercano quindi una soluzione previdenziale adeguata.

Tempo di preparazione di tre-sei mesi

Come le due specialiste sanno bene per esperienza, le PMI svizzere che distaccano per la prima volta collaboratori all’estero devono affrontare sfide complesse, poiché ogni paese ha una situazione diversa. Secondo Isabella Burigo, l’azienda è responsabile per l’esame del profilo dei requisiti per gli expat nel paese di destinazione – un processo potenzialmente oneroso: "È opportuno preventivare tre-sei mesi", afferma la Key Account Manager, "in singoli casi addirittura fino a due anni".

Le convenzioni sulle assicurazioni sociali spianano la strada

La domanda essenziale: com’è la situazione per il primo pilastro? L’expat rimane nel sistema delle assicurazioni sociali svizzere, ovvero lui e il suo datore di lavoro continuano a versare i contributi AVS, AI e IPG in Svizzera? Oppure passa al sistema del paese di destinazione?

Se la Svizzera ha stipulato con la nazione di destinazione una convenzione in materia di assicurazioni sociali, i lavoratori distaccati possono rimanere nel sistema svizzero per un certo periodo. Il datore di lavoro deve presentare un’apposita richiesta alla cassa di compensazione AVS. Il termine di distacco è solitamente limitato a 24 mesi, ma in determinati casi può essere esteso fino a 5-6 anni.

Nessuno standard fisso per il secondo pilastro

Dopo aver fatto chiarezza sul primo pilastro, è tempo di passare al secondo. Qui le aziende possono fare pieno affidamento su AXA, che può mettere a punto soluzioni collettive su misura per i collaboratori ad alta mobilità internazionale. Per Isabella Burigo la capacità di AXA di rispondere alle esigenze delle aziende è essenziale: "Nella previdenza per gli expat, proporre un’unica soluzione standard è inopportuno", afferma. È necessario tenere in considerazione molteplici fattori: ad esempio le prestazioni ed eventuali lacune di copertura del paese di destinazione in caso di decesso, invalidità o nella previdenza di vecchiaia, così come la moneta ottimale o le esigenze individuali del cliente aziendale.

In tutto il mondo, una copertura ottimale come a casa

Vari paesi impongono all’expat l’adesione al loro sistema di assicurazione sociale nazionale. In caso di decesso e invalidità, spesso le prestazioni sono tuttavia inferiori alla Svizzera. In altre nazioni, ad esempio in Africa, è del tutto assente qualsiasi forma di previdenza: "In casi del genere, una soluzione internazionale è imprescindibile", afferma Isabella Burigo.

Con i suoi due pacchetti previdenziali internazionali, AXA offre un elevato grado di flessibilità. In particolare, attraverso la Fondazione "Rofenberg" nel Liechtenstein AXA è l’unica ad offrire ai lavoratori distaccati una previdenza che ricalca al 95% la LPP svizzera. Questa offerta risulta vantaggiosa anche per un portafoglio di assicurati di piccole dimensioni, con la possibilità di includervi i "third country national"o i cosiddetti "global nomad". Per esigenze particolarmente complesse o soluzioni in valuta estera è poi disponibile un’ulteriore opzione attraverso AXA Lussemburgo.

Tutte le energie focalizzate sul nuovo lavoro

Sebbene siano necessari notevoli sforzi e risorse, iniziare un nuovo capitolo all’estero con il piede giusto dà sempre i suoi frutti. Un expat si ambienta molto più facilmente nella sua nuova patria quando sa di avere le spalle coperte anche in situazioni difficili. Così può concentrarsi sull’essenziale: i suoi nuovi compiti professionali.

Le specialiste Isabella Burigo e Yvonne Eggmann saranno liete di dedicare il loro tempo alla definizione della soluzione previdenziale migliore per la vostra PMI. Non esitate dunque a contattarle:

AXA Partnerships & Cooperazioni
Centro di competenza International Business
Pionierstrasse 3
CH – 8401 Winterthur
Tel.: +41 58 215 31 90
E-mail: international.business@axa.ch

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