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Accordi di libero scambio

Gli accordi di libero scambio sono accordi di diritto pubblico conclusi tra due partner (singoli paesi o unioni transfrontaliere) per garantire il libero commercio.

Tali accordi mirano a migliorare i rapporti economici con partner importanti in tutto il mondo e a garantire alle imprese del proprio Paese l’accesso ai mercati internazionali il più possibile libero da ostacoli, abbattendo dazi e barriere non tariffarie (ad es. disposizioni tecniche, o prescrizioni  relative all’imballaggio o alla marcatura, contigenti).

Oltre alla Convenzione AELS e all’accordo di libero scambio con l’Unione europea, la Svizzera dispone oggi di una rete di 30 accordi di libero scambio con 40 partner non appartenenti all’UE. Sono attualmente in corso trattative per nuovi accordi.

Gli accordi della Svizzera sono conclusi per lo più nell’ambito dell’AELS (Associazione europea di libero scambio). Inoltre la Svizzera ha la possibilità di negoziare trattati di libero scambio anche al di fuori dell’AELS, come ad esempio è successo colla Cina, il Giappone e le isole Feroe.

Una panoramica degli accordi di libero scambio della Svizzera è disponibile sotto www.seco.admin.ch.

Contenuto degli accordi
La parte principale di ogni accordo regolamenta la circolazione delle merci (in particolare la soppressione dei dazi e altre restrizioni). Nell’accordo viene regolato il commercio di prodotti industriali (capitolo HS 25-97), prodotti ittici e prodotti agricoli trasformati. Il commercio di prodotti agricoli di base è oggetto di accordi agricoli bilaterali separati.

Oltre alla circolazione delle merci, gli «accordi di seconda generazione» integrano temi quali la proprietà intellettuale, il commercio di servizi, gli investimenti, gli appalti pubblici e le prescrizioni tecniche.

Vantaggi degli accordi
Nel 2013, gli accordi di libero scambio conclusi, ad eccezione dell'accordo di libero scambio con l'UE, coprono il 22.6% delle esportazioni svizzere totali, il che corrisponde al 51% delle esportazioni del nostro Paese verso mercati al di fuori dell'UE. Gli accordi di libero scambio promuovono, tra l'altro, la crescita, la creazione di valore aggiunto e la competitività della piazza economica elvetica.

Grazie agli accordi di libero scambio i consumatori in Svizzera hanno a disposizione prodotti più convenienti e una scelta più vasta, i produttori svizzeri beneficiano di prezzi più vantaggiosi per i semilavorati e per le materie prime.

Applicazione nelle PMI
Il tema degli accordi di libero scambio e della dichiarazione di origine nelle imprese esportatrici non gode dell’attenzione necessaria. Quando si determina l’origine bisogna considerare elementi quali la direzione dell’impresa, le esportazioni, l’approvvigionamento, l’assicurazione qualità, la logistica e le finanze. Quando, ad esempio, il reparto acquisti cambia fornitore a causa di prezzi più elevati (finora il paese d’origine era la Svizzera, ora è la Cina o un paese terzo), anche il reparto vendite deve essere informato poiché probabilmente l’origine della merce cambia. Le variazioni di prezzo e produzione o le oscillazioni del cambio valuta possono comportare variazioni nella determinazione dell’origine. Se non si considerano questi fattori vengono redatte dichiarazioni d’origine false, che possono portare a pagamenti supplementari di dazi e a sanzioni a danno della propria impresa.

I responsabili delle esportazioni o gli specialisti del settore devono conoscere, almeno nei punti salienti, gli accordi di libero scambio e le regole da applicare. Ulteriori informazioni sulle regole d’origine e le prove dell’origine sono disponibile sotto la rubrica Origine.

Cumulo

Il cumulo permette l’utilizzo di certificati di origine di uno Stato contraente nella misura in cui i prodotti sono stati importati da paesi d’origine già in possesso dei relativi certificati. Quindi i materiali che sono già oggetto di certificati di origine di un altro paese contraente non devono essere lavorati di nuovo in Svizzera.

Le possibilità di cumulo:
Cumulo bilaterale: solo con i materiali di entrambi i partner commerciali (bilaterali) (ad es. Svizzera-Giappone o AELS-Colombia)
Cumulo diagonale: solo con i materiali di più partner commerciali se utilizzano tutti le stesse regole di origine (ad es. UE-AELS-Turchia)
Cumulo Euro-Med: anche con materiali di paesi del Mediterraneo, se tutti i partner commerciali interessati utilizzano le stesse regole di origine e hanno sottoscritto accordi tra di loro. I paesi partecipanti sono: Egitto, Algeria, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Cisgiordania e Striscia di Gaza, nonché le isole Faroe.
Al 01.01.2012 anche i seguenti paesi dei Balcani occidentali sono entrati nella zona di cumulo Euro-Med: Albania, Croazia, Macedonia e Serbia. Il cumulo non è ancora possibile né nel traffico con l’UE né per quanto riguarda i prodotti agricoli dei capitoli 1-24.

Cumulo pan-europeo: con i materiali grezzi dell’AELS, UE o della Turchia.
Cumulo completo: la lavorazione non deve essere effettuata nel territorio doganale di un unico paese, ma può avvenire in tutto il terriorio compreso nel relativo accordo di libero scambio. Il cumulo completo è previsto solo nell’accordo di libero scambio tra AELS e Turchia.

Divieto di drawback

Per la fabbricazione in Svizzera di prodotti originari non possono essere utilizzati materiali oggetto di qualsivoglia restituzione del dazio o che beneficiano dell’esenzione da dazio (ad esempio merci importate/esportate per il perfezionamento). Negli accordi con Singapore, Corea del Sud, SACU, Canada, Giappone, Colombia e Perù tale regola non esiste.

Esportatore autorizzato

Un esportatore autorizzato può rilasciare, in tutti gli accordi e indipendentemente dal valore della merce, dichiarazioni di origine su fattura. Queste non devono contenere la firma autografa. L’esportatore necessita dell’autorizzazione della direzione doganale competente tale autorizzazione quale viene concessa nella misura in cui il richiedente garantisce che egli rispetta le condizioni di origine e che in passato ha presentato dichiarazioni corrette. Per maggiori informazioni: AFD - Esportatore autorizzato

Origine preferenziale vs origine non preferenziale

L’origine preferenziale dà diritto all’esenzione o ad una riduzione dei dazi doganali all’esportazione della merce in uno Stato contraente.
L’origine preferenziale deve essere comprovata dal certificato di circolazione delle merci o dalla dichiarazione di origine su fattura. L’adempimento delle regole d’origine non preferenziali non danno diritto ad un’esenzione dei dazi doganali all’importazione della merce in un paese terzo; le regole d’origine si applicano solo se il paese di destinazione richiede la presentazione dei certificati di origine.
Questo aspetto non deve essere confuso con il «Made in Switzerland», per il quale sono valide altre disposizioni.

Prezzo franco fabbrica

Con il termine “prezzo franco fabbrica” si intende il prezzo della merce compreso il valore di tutti i materiali utilizzati pagati dal produttore dell’azienda in cui viene svolta la lavorazione. Nel “prezzo franco fabbrica” non sono comprese né le imposte interne che vengono rimborsate quando la merce viene esportata (ad es. IVA) né i costi generati dopo che la merce lascia lo stabile, come ad es. il trasporto e l’assicurazione.

Regola dell’invio diretto / trasporto immediato

Una merce esportata dalla Svizzera deve essere spedita direttamente nel paese di destinazione. Non può essere messa in libero commercio dapprima in un altro paese (terzo) e solo successivamente nel paese di destinazione. In questo modo la merce perderebbe l’origine preferenziale.

Salto della voce

Il salto della voce significa che tutti i materiali utilizzati senza caratteristiche di origine devono essere classificati con altri numeri rispetto al prodotto finale. È quindi necessario conoscere le voci di tariffa dei materiali e quelle del prodotto finale. Sono considerate voci di tariffa ai fini del salto della voce le prime quattro cifre di tariffa del Sistema armonizzato. 

Tolleranza generale sul valore ( tolleranza del 10%)

La maggior parte degli accordi di libero scambio della Svizzera contengono una regola, secondo la quale nella valutazione del carattere originario di una merce non vengono considerati i materiali di provenienza terza, nella misura in cui il loro valore non superi il 10% del prezzo franco fabbrica. Tuttavia, se nella lista per un prodotto è prevista una regola percentuale, questa non può essere superata con l’applicazione della tolleranza generale del valore. Tale tolleranza ha significato per quelle merci per le quali si prevede un salto della voce di tariffa. La tolleranza generale sul valore non può essere utilizzata per le merci dei capitoli 50-63 del sistema armonizzato e non vale nemmeno per quei prodotti che hanno subito un trattamento minimo in Svizzera.

Trattamento minimo

Nell’ambito delle lavorazioni di poca entità (il cosiddetto trattamento minimo) sono compresi i seguenti trattamenti (non esaustivi): composizione di confezioni, lavaggio, pulizia, stiratura, verniciatura, lucidatura, mondatura, colorazione di zucchero, affilatura, selezione, classificazione, riempimento, pressatura, miscelatura semplice, macello di animali.
Le merci di paesi terzi che subiscono in Svizzera solo i trattamenti sopra menzionati non valgono come merci di origine preferenziale anche nel caso in cui le condizioni della lista risultino osservate.

Unione doganale vs zona di libero scambio

I paesi firmatari di un accordo di libero scambio formano una zona di libero scambio (ad esempio Svizzera-UE). Non si tratta di un’unione doganale e questo significa che i paesi firmatari mantengono i loro dazi esterni.
Nell’unione doganale c’è solo un dazio comune esterno: se la merce ha superato il confine e si trova in questa zona di libero scambio può circolare liberamente tra i vari paesi senza necessità di pagare ulteriori dazi.
Esempi di unioni doganali: Unione europea o Svizzera-Liechtenstein.

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